S2D01 S2D01

Chi è S2D01

S2D01 è il progetto musicale fondato da Simone Cappelli.

Musicista, sound designer e sperimentatore italiano, Simone porta in S2D01 oltre quarant’anni di esperienza nel suono, nella musica e nella tecnologia.

Simone Cappelli

Simone sviluppa fin dall’infanzia un rapporto istintivo con suoni, luci e tecnologia. La musica arriva presto, insieme alla curiosità per radio, amplificatori, strumenti e apparecchiature elettroniche.

Negli anni della formazione alterna chitarra, pianoforte, radio private, montaggi su nastro, DJ set e prime sperimentazioni tecniche. Il suo modo di lavorare nasce fuori da un percorso accademico lineare: più vicino all’ascolto, alla pratica, all’errore e alla costruzione diretta.

Negli anni Ottanta entra marginalmente nella scena musicale fiorentina attraversata da New Wave, Dark/Gothic, sintetizzatori, drum machine ed effetti. Dopo un periodo vissuto a Parigi, rientra in Italia e si forma come fonico teatrale in un corso con lezioni anche di Hubert Westkemper.

Da lì entra nel teatro della seconda avanguardia, collaborando con realtà di sperimentazione teatrale, ricerca multimediale e teatro corporeo, tra cui Krypton di Giancarlo Cauteruccio e la Compagnia dell’Albero di Yves Lebreton.

Lavora su suono, luci, video, laser e sistemi multivisione, partecipando a contesti internazionali legati alle arti visive e performative, tra cui Documenta a Kassel, la Biennale di Venezia, il Festival di Linz e il Winnipeg Mime Festival. La collaborazione pluriennale con Yves Lebreton lo porta dentro un teatro fisico e corporeo, dove luce, movimento, ritmo e presenza scenica diventano parte centrale del lavoro.

Composizione

Negli anni Novanta il suo lavoro si sposta sempre più verso la composizione elettronica. L’arrivo dei primi sequencer, del MIDI e poi di Cubase su Atari apre un nuovo modo di costruire musica: temi, variazioni, stratificazioni, rack di sintetizzatori, effetti e colonne sonore per teatro, eventi e produzioni multimediali.

Nei primi anni Novanta, l’ascolto delle musiche di Michael Nyman per i film di Peter Greenaway lascia un segno profondo. Da quelle strutture ripetitive e orchestrali nasce una parte importante del suo modo di comporre: temi semplici, variazioni progressive, accumulo, tensione emotiva e trasformazione della forma.

Tra il 1995 e il 1996 lavora come datore luci nella tournée de La Serra di Harold Pinter, nell’adattamento diretto e interpretato da Carlo Cecchi. Dal 1996 al 2000, trasferito a Milano, lavora con Laser Entertainment come tecnico laser, audio e luci, occupandosi anche di rete LAN, connessione Internet, server aziendale interno e gestione della rete.

Nello stesso periodo compone colonne sonore per eventi e collabora saltuariamente come datore luci con il Teatro Grande di Brescia e il Teatro Bellini di Cremona per produzioni, allestimenti e tournée della stagione lirica lombarda.

Ancora oggi molti brani S2D01 partono da un nucleo emotivo preciso: un momento, una frattura, qualcosa che resta addosso. Il tema iniziale viene ripetuto, spostato, trattato e trasformato, fino a diventare una struttura completa.

S2D01 oggi

Nei primi anni Duemila rientra in Toscana e porta avanti un lavoro parallelo tra web, grafica, sistemi digitali e audio professionale, realizzando siti, piattaforme online e un server dedicato al mondo dell’audio.

Dal 2009 al 2013 vive nelle Filippine, dove continua a comporre brani che verranno in seguito pubblicati sulle piattaforme digitali.

Nel 2015 rientra in Italia. L’anno successivo rimette insieme uno studio audio e fonda S2D01, anche come modo per tornare a dare forma al suono dopo un periodo difficile.

Dal 2020 S2D01 diventa il centro del lavoro di Simone: un luogo dove composizione, sound design, memoria sonora e tecnologia si incontrano senza appartenere a un solo genere.

S2D01 non nasce come progetto costruito a tavolino. Porta dentro decenni di musica, teatro, radio, scena, elettronica, web, perdite, ritorni e trasformazioni.

Fondato da Simone, S2D01 è un progetto indipendente dedicato alla ricerca sonora, alla musica ambient e sperimentale e allo sviluppo di tecnologie creative. Riunisce oltre quarant’anni di esperienza nel settore audio e multimediale con la progettazione di strumenti digitali, l’intelligenza artificiale locale e l’automazione dei workflow.

Il lavoro attuale comprende MOODS, software generativo per il sound design su macOS; COS/KOS, un sistema di AI e automazione dei workflow per gestire informazioni, documentazione e progetti; e DAW MIDI Generator MCP, un progetto open-source per la generazione algoritmica di sequenze MIDI e l’integrazione dell’AI nella produzione musicale. La produzione musicale e il sound design restano al centro del progetto.

Nel loro insieme, questi progetti raccolgono competenze nell’integrazione di AI e modelli linguistici locali, nell’automazione dei workflow, nella progettazione, prototipazione e verifica di applicazioni, nei sistemi macOS e negli strumenti digitali, nelle tecnologie web e nell’integrazione di servizi, oltre che nel sound design e nella postproduzione multimediale.

COS / KOS

Accanto a S2D01, Simone sta attualmente implementando COS / KOS, un progetto local-first nato da un’esigenza pratica: mantenere sotto controllo la continuità di uno workspace reale mentre la sua conoscenza viene organizzata e resa utilizzabile.

KOS organizza la conoscenza di uno workspace. COS mantiene il progetto sotto controllo, seguendo contesto, decisioni, impegni, implementazione, verifica, blocchi, priorità e prossime azioni. È il capo ufficio che tutti vorrebbero avere: controlla che testi e documentazione canonica restino allineati alle decisioni approvate e allo stato corrente del progetto, prepara aggiornamenti tracciabili e lascia all’utente finale l’approvazione. Non decide al suo posto.

MOODS è il suo primo workspace operativo: il luogo in cui questa architettura viene sviluppata e verificata attraverso evidenze, approvazione umana e risultati tracciabili.

Origine del nome

S2D01 nasce da “Studio1”.

Il nome richiama Studio One, storico studio ed etichetta giamaicana legata a Clement “Coxsone” Dodd.

Per Simone il riferimento non è solo musicale. È l’idea dello studio come luogo vivo: uno spazio dove registrazione, memoria, tecnologia e identità sonora si incontrano.